Ripulita via Croce Rossa, saranno i volontari ecologici la soluzione al problema dei rifiuti selvaggi?

STAZIONE – Installate le telecamere all’ingresso della piattaforma ecologica di via Croce Rossa, i primi risultati si vedono, e non sono confortanti. Certo, l’area sorvegliata è ora sgombra da rifiuti abbandonati, tuttavia l’inciviltà si è rapidamente adattata al cambiamento, spostandosi appena oltre il raggio dell’occhio digitale ed andando così ad imbrattare pesantemente le zone circostanti, appena un centinaio di metri oltre la piattaforma.
Mercoledì scorso l’area, invasa da rifiuti di ogni sorta, è stata ripulita, ed in loco sono stati piazzati cartelli volti a sensibilizzare ad una corretta gestione del rifiuto. Serviranno?

«Abbiamo sotto gli occhi la prova tangibile di due circostanze, entrambe poco liete – esordisce il sindaco Gian Franco Visca interpellato in merito – Prima di tutto, nonostante la forte campagna di sensibilizzazione sul corretto smaltimento dei rifiuti, l’ampliamento degli orari e delle giornate di apertura della piastra ecologica ed il fatto che l’attenzione sul problema sia alta sia da parte dell’opinione pubblica che dell’amministrazione, tutto ciò nonostante gli incivili continuano a tenere comportamenti scellerati. L’altra considerazione da farsi è che le telecamere servono, ma non risolvono. Per essere più chiari, come era immaginabile, l’area ora videosorvegliata è pulita, ma il problema si è spostato pochi metri più in là».       (segue dopo la foto)

Dobbiamo rassegnarci all’idea che non ci sia soluzione?
«E’ una lotta dura, ma rassegnarci non è un’ipotesi da prendere nemmeno in considerazione. Stiamo studiando strumenti che possano concretamente essere d’aiuto. Innanzi tutto proseguire sulla strada della campagna di sensibilizzazione. Abbiamo apposto in tutte le aree “a rischio” cartelli che invitano a non abbandonare i rifiuti, ma sinceramente temo che gli autori di questi misfatti se ne freghino assolutamente sia delle norme di legge che di quelle di civile convivenza  – e prosegue – Quindi stiamo lavorando concretamente ad un progetto di controllo capillare, studiando il modo di individuare, o meglio di creare, una figura che possa essere impersonata anche da volontari, che si occupi di sorvegliare i luoghi dove usualmente avvengono gli abbandoni. Occorre trovare una formula, ed a questo siamo lavorando, che consenta di dotare queste “guardie ecologiche volontarie” di legittimazione ad operare, affinché la loro introduzione possa essere efficace».

Sandra Pennacini

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