Il Carrefour Trofarello chiude i battenti 59 lavoratori a casa dal 30 aprile

photoCENTRO – Una doccia fredda per i trofarellesi e per le 59 famiglie che vi lavorano dentro. Carrefour ha annunciato una ristrutturazione che coinvolgerà 500 lavoratori in esubero in tutta Italia e la contemporanea chiusura dei punti vendita di Borgomanero, Trofarello e Pontecagnano. Il supermercato trofarellese chiuderà i battenti il 30 aprile e non è previsto, al momento il riutiizzo dello spazio lasciato da Carrefour, una location che, con diversi brend, Mega, Continente e infine il Carrefour è presente in città dal 1979. L’annuncio ai sindacati durante una riunione a Bologa ed ai dipendenti dei vari ipermercati avvenuta in contemporanea. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS hanno proclamato lo scipero generale venerdì 27 e sabato 28 gennaio, con una probabile occupazione.

Katia Milani«Ci hanno dato la notizia venerdì mattina. L’apertura del centro commerciale Porte di Moncalieri non ha ha fatto bene al negozio di Trofarello – spiega Katia Milani, lavoratrice del supermercato nel reparto freschi –  Già da qualche anno il negozio aveva dei problemi economici. è stata una doccia fredda. Io in particolare sono lì dentro da 25 anni ed oggi mi ritrovo con un pugno di mosche in mano. Abbiamo fatto mille domande ma senza una risposta. L’unica cosa certa è che sarà chiuso definitivamente ed irrevocabilmente il 30 aprile. I 59 dipendenti, alcuni appartenenti anche allo stesso nucleo familiare, non sanno che cosa succederà Sappiamo che negli ultimi 3 anni il supermercato non è andato particolarmente bene. Ci hanno parlato di 100mila euro al mese di perdite». Ma quali elementi vi facevano pensare che il supermercato stesse andando così male? «Non che vedessimo tanti clienti in meno ma vedevamo molto spreco. Le cose che non vendevamo venivano buttate. Formaggi, affettati, pasta fresca spesso andava buttata nonostante le comunicazioni fatte ai responsabili delle vendite. Un articolo sui 40 veniva restito al produttore ma il resto finiva nel bidone dell’immondizia. Questo secondo noi è il fulcro della questione – spiega Katia Milani – Le vendite saranno calate certamente ma credo che lo spreco sia stato determinante. Per anni questo comportamento ha creato evidentemente una situazione insostenibile.
Secondo noi non abbiamo risentito dei supermercati aperti recentemente, come il Mercatò di Cambiano. Il calo c’è stato, molto netto, nel momento in cui ha aperto il Carrefour del centro commerciale Porte di Moncalieri – continua la Milani – Probabilmente hanno scelto di salvare Porte di Moncalieri, dove sono stati fatti massicci investimenti e l’altro supermercato storico, zona  Asl, (Ndr) a discapito del punto vendita di Trofarello. Questo nonostante il punto vendita di Trofarello fosse sempre frequentato dai clienti. Ogni giorno ci sono sempre l’anziano, la massaia, la famiglia che viene a fare la spesa di corsa. Ogni giorno e ad ogni ora del giorno. Al contrario degli altri supermercati vicini che, in alcune face orarie della settimana, appaiono con le corsie desolatamente deserte.  Trofarello non ha mai avuto alcun  tipo di investimento o ristrutturazione. La situazione è molto triste.
Un  altro aspetto che ci lascia perplessi è il fatto che la Direzione generale di Carrefour abbia dichiarato che siamo in esubero in tutta Italia, nonostante vi siano da noi a Trofarello come penso ovunque, cooperative esterne che vengono a fare il nostro lavoro notturno: caricare i banchi e gli scaffali. Un lavoro che potevamo fare noi con un adeguato numero di lavoratori.
L’unica cosa che possiamo  aggiungere è che noi dipendenti ce l’abbiamo messa tutta per cercare di salvare la situazione e tenere in piedi quelo poco che potevamo tenere in piedi. Purtroppo questo sacrificio, 20 anni con la sveglia alle 5 del mattino, non è servito a nulla. Tutti i dipendenti, tranne uno, hanno minimo 20 anni di lavoro nel Carrefour di Trofarello. Forse tre, quattro sono in negozio addirittura dal 1979».
foto ViscaNon si fa attendere il commento del sindaco Gian Franco Visca: «Ho appreso dalle agenzie di stampa la notizia della chiusura del Carrefour. Già è stato un fatto veramente fastidioso apprendere dai giornali  che il Carrefour chiudeva. Un’azienda a cui questa amministrazione non ha mai negato nulla, nell’ottica della collaborazione. Avremmo preferito ci fosse comunicato. Affronteremo il problema in tutte le sedi possibili. La mia solidarietà va alle 59 famiglie che hanno dei lavoratori all’interno del punto vendita, tutti in una età di difficile rilocalizzazione. Io  non ho molta speranza che il Carrefour ritorni sulle sue decisioni e non voglio neanche alimentare false speranze o giudicare i motivi per cui questa attività non sia più redditizia. Ieri mattina (martedì) ho incontrato i sindacati ed abbiamo deciso  di coinvolgere Città metropolitana e Regione per ottenere dal gruppo Carrefour notizie in merito alla sua futura strategia commerciale».

Anche la coordinatrice PD   Giorgia D’Errico commenta la noGiorgia D'Erricotizia a caldo «Siamo molto preoccupati per il nostro territorio  perché quella realtà oltre a rappresentare un servizio, dà occupazione. Da fonti sindacali – commenta la coordinatrice PD Giorgia D’Errico – sappiamo che per ora l’impresa ha giustificato una scelta così grave per “rilevanti problematiche sugli andamenti aziendali, quali il fatturato, il costo del lavoro e la redditivita’ dell’anno”. La crisi economica che ancora ci attanaglia non ha risparmiato neanche  realtà così grandi, ma ci chiediamo, nel nostro piccolo, perché lo stesso marchio chiuda in alcuni centri e in altri scelga di prolungare l’orario 2 ore. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori che cercheremo di sostenere nella mobilitazione annunciata per i prossimi 27 e 28 gennaio».

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