Feyles risponde alle critiche sulla consulta

CENTRO – «Per fortuna a Trofarello non esistono solo giovani disfattisti». Esordisce così Stefano Feyles,  22 anni, studente universitario di Giurisprudenza a Torino e da sempre abitante a Trofarello – Negli ultimi giorni ho appreso con entusiasmo dai giornali dell’iniziativa promossa dell’Amministrazione Comunale, nella persona dell’ Assessore alle politiche giovanili Fabrizio Bruno, relativamente alla creazione del Forum Giovanile e delle Associazioni. Purtroppo ho letto anche insensate critiche e polemiche nei confronti di questa iniziativa.
Penso che il progetto proposto possa essere un ottimo punto di partenza per stimolare la “vita” e le iniziative dei giovani e delle associazioni a Trofarello.
Le numerose iniziative promosse negli ultimi anni dall’Amministrazione non hanno prodotto risultati soddisfacenti e tangibili, per motivi non tutti riconducibili all’elemento politico, come da molti erroneamente sostenuto – prosegue Feyles – E’ pur vero che le associazioni, in alcune occasioni, sono state trascurate o dimenticate, anche se la motivazione è da ricercarsi nelle ristrettezze economiche delle casse comunali, nonostante l’importante compito che queste svolgono sul territorio.
È innegabile che la politica deve risolvere queste problematiche, ma per fare ciò bisogna dare la possibilità ai giovani e alle associazioni di esprimersi, di esporre i loro problemi, i loro sogni, i loro progetti, le loro difficoltà; il Forum Giovanile ha proprio questo obiettivo: dar voce ai giovani e alle associazioni. La politica non è un compartimento stagno, estraneo alle contingenze sociali e giovanili, ma deve ascoltare la voce dei propri concittadini, in questo caso dei giovani e delle associazioni.
Da giovane trofarellese non posso che essere entusiasta del Forum Giovanile e non vedo l’ora di potervi partecipare attivamente. Naturalmente questa iniziativa si propone anche di responsabilizzare i giovani, dandogli la possibilità di indirizzare, di suggerire e di discutere progetti e iniziative per il loro futuro sul territorio comunale – continua Feyles –  È sicuramente difficile per un uomo di sessanta o quarant’anni immedesimarsi in un giovane d’oggi e capire di cosa ha bisogno. Sono i giovani a doverlo dire e proporre iniziative. Solo a questo punto si dovrà valutare, insieme con la componente politica, cosa si possa fare e cosa no, anche dal punto di vista economico e del bilancio comunale. Diversamente si rischierebbe solo di proporre progetti che ai giovani non interessano o che li lasciano del tutto indifferenti.
Ne approfitto per lanciare un appello ai giovani trofarellesi: non abbiate paura di partecipare alla vita pubblica di Trofarello. L’Amministrazione con questa iniziativa ci dà la possibilità, vera e concreta, di far sentire la nostra voce, e proporre i nostri progetti: non coglierla al volo sarebbe un’occasione persa. E’ inutile poi lamentarsi. Bisogna impegnarsi tutti assieme, collaborando, per migliorare nell’interesse comune. Con iniziative come questa, non ha più senso dire che l’Amministrazione comunale è insensibile verso le politiche giovanili, le polemiche e le critiche infondate e disfattiste non portano da nessuna parte e non servono a nulla.
Le critiche emerse le ritengo insensate, quasi comiche, e fini a se stesse – argomenta Feyles – Forse si tratta di un mero attacco politico, scaturito da una componente avversa all’attuale Amministrazione: un atteggiamento distruttivo anziché costruttivo.
Il dire “no” incondizionatamente a tutte le proposte che arrivano da altri, senza neanche ragionare e analizzare la bontà e gli sviluppi positivi di questa iniziativa, si rivela un atteggiamento disfattista, che produce critiche fini a se stesse, probabilmente volte solo farsi pubblicità con le iniziative di altri, dato che non si propone nulla di alternativo per dar voce ai giovani e alle associazioni. Come se si volesse mantenere lo status quo, un immobilismo verso i giovani e le associazioni.
Se si vuole costruire un futuro, bisogna dare voce ai giovani partendo proprio dal Forum Giovanile. Questo è l’inizio di un ricambio generazionale, sono i giovani a dover cominciare a esprimersi e prendere in mano il loro futuro, far sentire la nostra voce all’interno del forum, un collegamento diretto con l’Amministrazione Comunale. Se si vuole far vivere le associazioni il primo passo è ascoltarle e farle collaborare, dalla danza alla musica, dal calcio al basket, dall’atletica al volontariato. E in fondo criticare ora è controproducente, lasciamo prima lavorare il forum. Le somme si tirano alla fine – conclude Feyles –  Quando ci saranno risultati e dati tangibili da analizzare».

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