Napoletano sottoscrive l’appello a Draghi

CENTRO – Il sindaco Napoletano sottoscrive l’appello a Draghi, ad oggi firmato da 1300 sindaci in tutta Italia. «Ho convintamente firmato il testo di questa lettera insieme a migliaia di colleghi Sindaci. Con alcuni di essi mi sono confrontato, primi cittadini di piccoli o di grandi comuni, di ogni appartenenza politica. Ad un Sindaco interessa portare a casa le opere del PNRR, venire a capo dei grandi aumenti delle materie prime e scongiurare il blackout a causa del vertiginoso aumento dei prezzi di energia e gas; interessa un quadro di sistema stabile, che mantenga e crei occupazione perché la spesa sociale in questi mesi è aumentata. Per questi motivi – non condividendo le scelte del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle – ho sottoscritto l’appello a Draghi, che mi auspico termini la legislatura».

Con incredulità e preoccupazione assistiamo alla conclamazione della crisi di Governo generata da comportamenti irresponsabili di una parte della maggioranza.
Le nostre città, chiamate dopo la pandemia e con la guerra in corso ad uno sforzo inedito per il rilancio economico, la realizzazione delle opere pubbliche indispensabili e la gestione dell’emergenza sociale, non possono permettersi oggi una crisi che significa immobilismo e divisione laddove ora servono azione, credibilità, serietà.
Il Presidente Mario Draghi ha rappresentato fino ad ora in modo autorevole il nostro Paese nel consesso internazionale e ancora una volta ha dimostrato dignità e statura, politica e istituzionale. Draghi ha scelto con coraggio e rigore di non accontentarsi della fiducia numerica ottenuta in aula ma di esigere la sincera e leale fiducia politica di tutti i partiti che lo hanno sostenuto dall’inizio.
Noi Sindaci, chiamati ogni giorno alla difficile gestione e risoluzione dei problemi che affliggono i nostri cittadini, chiediamo a Mario Draghi di andare avanti e spiegare al Parlamento le buoni ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo.
Allo stesso modo chiediamo con forza a tutte le forze politiche presenti in Parlamento che hanno dato vita alla maggioranza di questo ultimo anno e mezzo di pensare al bene comune e di anteporre l’interesse del Paese ai propri problemi interni. Queste forze, nel
reciproco rispetto, hanno il dovere di portare in fondo il lavoro iniziato in un momento cruciale per la vita delle famiglie e delle imprese italiane. Se non dovessero farlo si prenderebbero una responsabilità storica davanti all’Italia e all’Europa e davanti alle future generazioni.
Ora più che mai abbiamo bisogno di stabilità, certezze e coerenza per continuare la trasformazione delle nostre città perché senza la rinascita di queste non rinascerà neanche l’Italia.

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