Gianni Ruggieri parla della crisi Ucraina

Egregio Direttore, non rappresento alcun partito, ma può darsi che ritenga utile ospitare le presenti considerazioni. Sono pro o contro l’intervento russo in Ucraina? Non ho alcun imbarazzo a dire che sono contro, come lo sono stato in tutte le precedenti aggressioni scatenate dall’Occidente negli ultimi trent’anni. Ma mi viene da vomitare osservando come, proprio l’Occidente, pretenda di ergersi a censore morale, in questo sempre appoggiato da una propaganda che trasuda ipocrisia da ogni parola! Come si può credere alle sue intenzioni pacifiche quando, dopo la vittoria sul blocco sovietico, non ha fatto altro che provare ad espandere con ogni mezzo la propria egemonia?

Jugoslavia (1999), Iraq (2003), Libia (2011) senza esserne minacciato? Con che faccia si permette di contestare stragi altrui di vittime civili quando ne ha massacrati a centinaia in Jugoslavia e ne ha fatto ammalare un numero imprecisato, compresi soldati italiani, con l’uso militare di bombe all’uranio impoverito? E che dire dell’intervento in Iraq durante il quale le vittime furono centinaia di migliaia e fu fatto ampio uso della tortura (Abu Ghraib)? E basta rileggere alcune dichiarazioni dell’epoca per escludere che si sia trattato di “effetti collaterali”, ad esempio questa: “Non ci sarà un posto sicuro a Baghdad… si avrà un effetto simultaneo, simile all’arma nucleare di Hiroshima, non in giorni o settimane, ma in minuti.” Lo scopo è “abbattere la città, che vuol dire privarli di elettricità e di acqua. In due, tre, quattro, cinque giorni, saranno fisicamente, emotivamente e psicologicamente stremati.”
E allora? Se si vuole davvero la pace bisogna smettere di calpestare, per primi, gli stessi principi di cui si pretende il rispetto dagli altri: è capitato, appunto, con l’aggressione alla ex Jugoslavia quando ci si è fatti beffe delll’ONU e si sono mandati al macero il principio di non ingerenza negli affari interni di uno Stato e quello dell’inviolabilità dei suoi confini. Se si vuole la pace, bisogna riconoscere le ragioni degli altri, tanto più quando si è più forti, anziché approfittare della propria supremazia. Cosa (ri)-accadrebbe se qualcuno pensasse di installare a Cuba dei missili puntati contro gli Stati Uniti? D’altra parte, lo status di paese neutrale, sostanzialmente disarmato, non nuoce affatto alla Finlandia, anzi le consente di svilupparsi serenamente in ogni campo. Perché non potrebbe essere lo stesso per l’Ucraina? Sono un ingenuo? Non c’è da fidarsi di Putin? Ebbene, cosa costa metterlo alla prova? Per far la guerra c’è sempre tempo, certi che l’interesse e i colossali investimenti, con relativi profitti, nell’industria bellica non verranno meno. Intanto, diamo concretamente un’occasione alla pace. Gianni Ruggieri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *