Programmare è un gioco da ragazzi

Bambini e computer, un rapporto creativo grazie al CoderDojo Trofarello. 

Il gattino digitale entusiasma grandi e piccini e grazie a Tamilio il computer non è più una scatola chiusa.

Sabato 28, presso la scuola media Leopardi, si è tenuto il primo incontro organizzato dal CoderDojo di Trofarello. Non si tratta di una nuova arte marziale, come potrebbe sembrare in un primo momento, bensì di una “palestra per programmatori”.

Il CoderDojo è un movimento, molto diffuso in Italia e all’estero, composto da club. Scopo dei club è quello di mettere gratuitamente al servizio della comunità le conoscenze dei “mentor” (insegnanti) a favore di bambini e ragazzi nell’insegnamento della programmazione informatica.

Le basi dell’informatica sono molto importanti in un mondo ormai totalmente digitalizzato, ma altrettanto importanti sono le finalità educative del progetto: insegnare che il computer è un oggetto con il quale è possibile, in modo creativo, realizzare ciò che si ha in mente, e non un semplice apparecchio da utilizzare passivamente, una scatola chiusa.

«Ho conosciuto il mondo dei CoderDojo l’anno scorso, partecipando con mia figlia alle iniziative di uno dei tre club già esistenti a Torino – spiega Renato Tamilio – Ho molto apprezzato la finalità educativa ed anche l’approccio, per nulla pesante. Si impara a programmare in un ambiente conviviale, divertendosi e, perché no, facendo merenda tutti insieme. Sono un informatico di mestiere e mi è piaciuta l’idea di creare un CoderDojo anche qui, a Trofarello».

Renato Tamilio

Bambini e ragazzini, muniti di computer portatile, accompagnati dai genitori se minori di 13 anni, si sono quindi ritrovati per approcciarsi alla programmazione. Guidati da Tamilio hanno iniziato a lavorare su Scratch, un ambiente di sviluppo open-source (completamente libero), nato per facilitare un approccio semplice e didattico alla programmazione visuale ottica.

Detto in parole molto più semplici, utilizzando un programma gratuito è stato possibile creare in autonomia delle piccole animazioni, fornendo le istruzioni al computer mediante una piattaforma molto intuitiva e senza scrivere nemmeno una riga di codice “misterioso” per i non addetti ai lavori.

Grande entusiasmo nei partecipanti, grandi e piccini. Ed effettivamente ci ha fatto una certa impressione vedere bambini, anche molto piccoli, che grazie alle istruzioni di Tamilio ed il supporto dei genitori hanno creato animazioni al computer con una semplicità inimmaginabile, facendo per esempio muovere un gattino virtuale, aggiungendo suoni e personaggi sulla scena, creando, insomma, una piccola storia digitale.

Passo dopo passo, tramite attività condotte sempre all’insegna del gioco, come prevede la regola madre dei club CoderDojo “Above all, Be Cool” i piccoli ninja dell’informatica impareranno a creare in autonomia un videogioco o un’applicazione.

Il calendario dei prossimi incontri prevede sei appuntamenti: 19 dicembre, 23 gennaio, 20 febbraio, 19 marzo, 16 aprile e 14 maggio.

«Chi avesse perso il primo incontro e fosse interessato a partecipare non si deve preoccupare – precisa Tamilio – in ogni incontro viene ripreso il discorso, e nel procedere del percorso è previsto che ci si possa anche suddividere in gruppi in base alle competenze acquisite. Al momento il CoderDojo di Trofarello è composto solo da me, ma mi farebbe molto piacere che altri mi affiancassero in questa esperienza. Se ci sono altri adulti, o ragazzi, che si vogliono rendere disponibili a supportare i più piccoli io sono a disposizione. Non bisogna essere degli esperti, è veramente facile imparare. Spero che qualcuno si faccia avanti, mi piacerebbe organizzare una serata di formazione destinata ai più grandi e aumentare così il numero dei “mentor” del club».

Sandra Pennacini

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