Il comune punta tutto su amarena,
“Distretto del cibo” e turismo lento

CENTRO – Il comune punta tutto sull’amarena, il frutto tipico della città, con un incremento di alberi di amarene e con una strategia politica che lo ha portato ad entrare nel distretto del Cibo. «Abbiamo iniziato a piantare astoni di amarene in giro per i parchi della città – esordisce il sindaco Napoletano – Ce ne sono già una decina. La nostra idea è quella di piantare alberi di amarene in ogni angolo della città in modo che Trofarello diventi di nuovo la città dell’Amarena. Contemporaneamente abbiamo fatto un percorso parallelo con l’adesione al “Distretto del cibo” con la riscoperta di strade, sentieri, tradizioni e eccellenze alimentari. Strumento tipico del chierese. Per questo abbiamo aderito a Distretto del cibo, fondazione costituita da enti ed agricoltori che ha l’obbiettivo di valorizzare il territorio rurale, la riscoperta del turismo lento attraverso i propri sentieri, creando una filiera interna di valorizzazione dei nostri prodotti. C’è poi un discorso di recettività e con l’assessore Bertelle stiamo puntando su un maggiore coinvolgimento delle strutture ricettive e dei commercianti. Un esempio è stato il Giro d’Italia partito da Santena che ci ha permesso di mettere a disposizione le strutture ricettive. Dopo il primo pilastro del Distretto del cibo ci sarà la Blue Way: percorsi all’interno del nostro territorio che meritano di essere valorizzati e meritano di accogliere un turismo lento. Esempi sono via Madonna di Celle o la strada per Borgata Rivera. Esiste già un sito che tiene in considerazione questo turismo lento nel nostro territorio attaverso la diramazione delle nostre strade bianche. Un percorso che promuoveremo nei prossimi quattro anni. Ma Trofarello si è data anche da fare con la presenza nelle manifestazioni dei comuni vicini di uno stand ufficiale per la promozione dei prodotti tipici. L’assessore Scaglia nel contempo ha avviato un censimento per comprendere quali siano le potenzialità presenti sul territorio. Il censimento ha dimostrato l’entità della produzione di amarene. Martedì è stato approvato un bando per la distribuzione di astoni di amarene. Un bando indirizzato ai soli operatori agricoli. L’idea è di immettere oltre un centinaio di astoni con la finalità che si rafforzi la produzione e la valorizzazione di questo prodotto in termini di trasformazione. Creare una filiera del prodotto – conclude Napoletano – Il bando per l’assegnazione di astoni di amarene è aperto anche ad aziende al di fuori del comune di Trofarello che però abbiano terreni in città e piantino gli astoni nei loro campi trofarellesi».

In arrivo Marisa e Montomorency

CENTRO – L’amministrazione vuole tornare a lavorare sul prodotto tipico. «Abbiamo la volontà e il dovere di farlo perché qualcuno ci ha già lavorato prima di noi ma sopratutto perché è un pezzo della nostra storia – spiega l’assessore Beppe Scaglia – Inoltre l’amarena può diventare una possibilità di sostegno al reddito per le aziende agricole. Un primo grande passo e stato quello di entrare a far parte del distretto del cibo del chierese e del carmagnolese, un successo che ci rende orgogliosi perché crediamo molto in questo progetto che vede interessati 26 comuni, sia per la valorizzazione dei prodotti tipici locali ma anche per la formazione di una rete e una collaborazione tra comuni limitrofi. Ora si trattava di scendere nel concreto e l’amministrazione comunale ha provveduto ad acquistare 120 Astoni di amarene da distribuire gratuitamente alle aziende agricole trofarellesi che ne faranno richiesta. L’impegno è quello di provare in futuro insieme agli agricoltori produttori di amarene di incrementarne la produzione e pensare alla trasformazione del prodotto». Quali varietà state acquistando? «Stiamo parlando di due differenti varietà: la Montmorency e la Marisa, una dal sapore più dolciastro e l’altra con maturazione un po’ più tardiva ha un gusto più acido tipico dell’amarena».

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