In arrivo “Spazi imprecisi” di Lorenzoni

CENTRO – Partendo dalla corsa è un attimo scivolare nell’arte ed in un mondo di “Spazi imprecisi”, un progetto targato Claudio Lorenzoni, personaggio multi tasking votato all’arte e al Running, fondatore e direttore artistico del Museo a Cielo Aperto di Camo e consigliere CDA della Fondazione Cesare Pavese, che a Trofarello vive dal 1987 e che oggi vuole esportare in città la sua esperienza di cultura artistica fatta in provincia di Cuneo. Abbiamo incontrato Lorenzoni in una lunga chiacchierata. Un fiume in piena: «Spazi Imprecisi è un progetto sociale/ricreativo/culturale di rigenerazione urbana che intende attivare una relazione tra i luoghi abitati, gli spazi abbandonati e i residenti del comune di Trofarello.
Spazi Imprecisi intende affermare un nuovo ruolo della cultura e dei luoghi vissuti e, attraverso pratiche ricreative, sociali, culturali ed educative, favorire produzioni artistiche contemporanee di ricerca.
Intende diffondere la conoscenza della “cosa pubblica” attraverso semplici pratiche culturali.
Sarà un contenitore di sperimentazioni utili per farci incontrare, emergere e crescere. Semplicemente “una comunità a venire”». Lorenzoni, ci parli di questo suo progetto…
«Spazi Imprecisi nasce da un’esperienza personale del curatore e dalla sua indagine, svolta nel comune di residenza, attraverso la quale ha cercato le possibili vie d’uscita da questa implacabile trasformazione del territorio che sempre più si lascia alle spalle degli “spazi indecifrabili”.
Partendo dalla definizione di “spazio impreciso” si è cercato, in prima battuta, attraverso gli occhi di alcuni fotografi (Marco D’Aversa, Marco La Gattuta, Marco Petrino, Severino Magri, Bruno Biddau ed Irene Rubiano) di far emergere questi spazi col fine di innescare, oltre ad un dibattito pubblico, una serie di interventi artistici e culturali per trasformare i luoghi in un campo di indagine e di ricerca».
Perché spazi imprecisi?
«Gli spazi imprecisi sono quei luoghi, che durante una trasformazione (naturale o per altra pratica) risultano poi abbandonati, disabitati o dismessi. Gli spazi imprecisi sono quegli spazi che non “muoiono” ma rimangono in “stand bye”. In questa condizione di attesa nascondono una memoria storica, trasudano vicende personali, raccontano micro storie delle persone che in quei luoghi hanno vissuto e lavorato.
Per estensione sono imprecisi tutti quei luoghi, le aree, gli spazi su cui manca una visione e un progetto. Porzioni di paesaggio che necessitano di una valorizzazione, di un riconoscimento sociale od anche solo di un utilizzo migliore».
Ci parli della sua associazione… chi siete? «Con la mia associazione culturale Il Purgatorio sperimentiamo dal 2012, attraverso l’arte, interventi di rigenerazione territoriale – spiega Claudio Lorenzoni – Il Museo a Cielo Aperto di Camo (CN) ne è il fiore all’occhiello.
L’associazione conta diverse professionalità interne oltre che ad un ampio network di livello locale e nazionale». Quali sono i vostri obiettivi generali? «Promuovere interventi di valorizzazione territoriale; facilitare percorsi di rigenerazione urbana attraverso la sperimentazione creativa a 360°, la creazione di relazione tra gli spazi e i cittadini». Chi volesse mettersi in contatto con l’associazione può usare la email claudiolorenzoni@yahoo.it o il cell del giornale: 3336694637.

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