Il gruppo Emmaus presenta il proprio bilancio sociale per l’anno appena concluso

CENTRO  – E’ stato appena pubblicato il bilancio sociale 2016 del gruppo Emmaus di Trofarello. «Si tratta della prima pubblicazione del bilancio di missione del centro di ascolto Emmaus. Con questo strumento vogliamo rendere visibile con trasparenza quanto abbiamo realizzato: tutto il patrimonio di progetti, relazioni, lavoro di rete, volontariato ed attività formative che rappresenta il centro del nostro impegno. Il bilancio di Missione che pubblichiamo vuole essere per noi innanzitutto una verifica sulla qualità dei nostri servizi. L’esistenza del centro di ascolto è il fulcro delle attività di assistenza nell’analisi dei bisogni della popolazione. Proprio partendo dall’ascolto, che rappresenta la centralità di ogni relazione d’aiuto delle persone in difficoltà. Si riesce a entrare empaticamente in relazione con le persone. Chinarsi sugli ultimi  ci ha fatto avvertire con maggiore chiarezza che la fragilità delle persone non si può capire fermandosi alla povertà, ai problemi, alle insufficienze  di tipo economico, culturale, sociale, sanitario. Bisogna puntare non sulla quantità, ma sulla qualità delle relazioni su cui la persona può o non può contare». Nelle pagine del bilancio sociale il gruppo Emmaus ha voluto raccontare la storia del gruppo nel tempo. A partire dagli albori per arrivare ai giorni nostri «forse verremo a conoscenza di uno spaccato della comunità trofarellese che non tutti conoscono come parte integrante della vita quotidiana di molti nostri concittadini. La crisi ci ha cambiati ma non ci ha fermati» conclude Marilena Palazzo presidente del gruppo Emmaus. La carta  del bilancio sociale prende in esame la storia  dell’associazione dal 1998. Da quel 14 febbraio in cui nacque il centro di ascolto. Le intenzioni dei fondatori avevano l’obiettivo di fornire un servizio di solidarietà sociale alla comunità parrocchiale di Trofarello. Nel 1999 si avvia la collaborazione con i servizi sociali del territorio. Nel 2000 viene creato il fondo di solidarietà per aiutare le famiglie in difficoltà, grazie all’ausilio di un prestito d’onore. Nel 2001 arriva l’iscrizione al registro del volontariato nella provincia di Torino come ONLUS socio-assistenziale. Nel 2002 viene firmata la convenzione con il Banco alimentare del Piemonte con cui diventerà possibile attuare la distribuzione di generi alimentari. Nel 2005 viene aperto lo sportello sanitario mentre nel 2006 viene lanciata la campagna del 5 per 1000 a sostegno dell’attività del centro. Nel 2012 viene avviato il progetto “Reciproca solidarietà e lavoro accessorio”. Infine nel 2015 si lavora al recupero delle eccedenze alimentari dei supermercati. La carta parla di mission del servizio di ascolto come attività più importante del centro e spiega come lavorino e operino i volontari che aiutano 110 nuclei familiari per un totale di 320 persone. Ripropone le testimonianze dei volontari e degli assistiti e poi  fornisce una attenta carrellata sui numeri: assistiti e famiglie, esigenze e aiuti, con le erogazione economiche suddivise in necessità familiari e difficoltà del quotidiano.  Insomma il bilancio sociale è un attento spaccato della vita cittadina e della solidarietà che il gruppo Emmaus ha deciso di mettere in comune con il resto della città.
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