Passione per la poesia per la giovane Ilaria

CENTRO - La passione per la poesia e per la scrittura l’ha portata a scrivere un centinaio di componimenti in rima. Ad ispirarla solo i suoi pensieri, gli eventi della vita, il suo mondo ed i fatti quotidiani. Ilaria Zusso ha 36 anni, figlia unica con la passione per la scrittura. Classe 1981, è nata il 24 gennaio.
«Vivo a Trofarello con i miei genitori, papà Sergio e mamma Licia. Nella vita di tutti i giorni oltre a scrivere cammino due ore al giorno. Sono disoccupata in cerca di lavoro come scrittrice». Oltre a scrivere cosa fai? «I miei hobbyes sono ascoltare musica e leggere. Sono anche molto appassionata di elettronica. Adoro guardare la TV e camminare. Colleziono portachiavi, dvd e ovviamente libri, ne ho più di 500. Il mio idolo musicale è Fiorella Mannoia ma amo anche Laura Pausini, Marco Masini, i Ricchi e Poveri, Orietta Berti e la musica anni ’60.
Mi piace andare ai concerti infatti quest’anno andrò a vedere la Mannoia per la quarta volta consecutiva». Cosa preferisci scrivere? «Principalmente scrivo poesie in rima e non». Il tuo sogno? «Sicuramente pubblicarle ne ho scritte circa un centinaio. Scrivo perchè mi fa sentire viva, per togliermi dalla routine quotidiana, perché è bello scrivere e perché già dai tempi della scuola mi dicevano che ero portata per la scrittura. Ho tanta fantasia, ho sempre avuto ottimi voti in italiano. Scrivo anche perché una poesia mi viene facile,  la scrivo in 5 minuti. Il mio sogno nel cassetto è scrivere un libro di poesie, pubblicarlo e avere tante persone che lo leggano».

 

 

Ho chiuso gli occhi e ho visto un re con una corona di fuoco,
una specie di santo e di Dio di mondi lontani,
ho pensato al Dio che non ho più,
ho visto parte di quell’universo che mi si muove dentro,
mi sono fermata a guardarlo da fuori come se mi avessero lanciata lontano, in mezzo allo spazio,
ho visto un cuore stanco e accartocciato, era il mio,
ho gettato un mazzo di carte e dentro c’erano solo semi di picche,
ho sentito distintamente il senso di colpa dei miei avi,
tramandato con me, con i miei reni malati già al primo anno di vita.
Ho scambiato un brutto pensiero con un fiore,
ho fermato una lacrima con un dito e l’ho lasciata scivolare in un precipizio di paure.
Ho cercato il mio valore dimenticato,
l’ho trovato negli angoli della mia pelle, nella memoria assopita.
Ho guardato avanti e sono partita.
Oggi è un giorno che sa di buono, di bianco e di pulito.
Mi sono data la mano nella forma migliore di me stessa, mi sono consolata e mi sono piaciuta.
E  ho atteso che arrivasse la sera e poi la notte.

Ilaria Zusso

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