Angelo Pianta, il controllore dela pioggia fa il bilancio dell’acqua caduta in città

CENTRO - E’ il controllore della pioggia. Non uno scienziato, non un ricercatore universitario ma un agricoltore che fa dell’acqua un bene essenziale per i suoi campi. il suo orto, la propria azienda agricola. Per tutto l’anno, anche nel corso del 2017, ha raccolto i dati relativi alla quantità e registrato con dovizia e precisione la pioggia e le precipitazioni durante tutto l’anno. Così sfoglia il proprio calendario Angelo Pianta, classe 1943, dall’alto dei suoi 74 anni, tenuti benissimo, snocciola uno dopo l’altro quantità e misurazioni e legandoli a detti e proverbi della tradizione contadina piemontese, testimonia la conoscenza del sapere dei suoi “vecchi”. Da un paio di anni Angelo ha rispolverato un vecchio pluviometro ed ha iniziato ad annotare ad ogni pioggia e temporale la quantità di acqua raccolta dal bicchiere graduato. «Il mio non è un lavoro scientifico. Sono solo una sorta di cronista della pioggia. Ho cominciato con la classica bacinella per avere un’idea di quanta pioggia scendesse. Poi misuravo con il centimetro. Certo non in tutte le occasioni, soprattutto quando c’era un particolare raccolto da tenere sotto controllo. Anche per tenere sotto controllo le piogge notturne perché non si sa quanta pioggia viene giù durante la notte. Poi ho trovato un pluviometro. Ho registrato l’acqua piovuta dal cielo ad ogni precipitazione. Ho iniziato per rendermi conto dell’effettiva quantità di acqua durante le piogge. Per noi agricoltori è molto importante rendersi conto dell’effettiva pioggia. I nostri vecchi infatti dicevano che una pioggia con meno di 10 millimetri di acqua non faceva altro che bagnare la polvere. Mentre una pioggia di 20 millimetri è una bella bagnata». Dalla tabella che ne è scaturita emerge la storia delle precipitazioni di Trofarello anche per il 2017. Intanto il primo dato. Nel 2017 ha piovuto solo un giorno in meno dell’anno precedente: nel 2017 Pianta ha registrato 72 giorni di pioggia contro i 71 annotati nel 2016. Ma poi salta fuori il dato sconvolgente. Nel suo taccuino Pianta ha registrato 511 millimetri di acqua contro i 984 millimetri del 2016. Una siccità che si misura tangibilmente con 473 millimetri di pioggia in meno rispetto all’anno scorso. Ad ottobre non è scesa neanche una goccia d’acqua: il mese più asciutto. Il mese più piovoso? Certamente giugno, unico mese con più di 100 millimetri. L’anno scorso erano stati almento tre mesi. «Le pioggie con meno di 10 millimetri non contano perché non bagnano così, come le pioggie repentine e violente, che scappano a valle e non bagnano. Sull’andamento dell’agricoltura poi dobbiamo anche tenere conto del mese di aprile che ha fatto registrare, alla fine del mese, una gelata con -6, -7 gradi. L’abbassamento della temperatura ha colpito frutteti e foraggio vanificando i raccolti. Il foraggio ha fatto la metà della produzione, così come mais e grano. Per i frutteti dipende dalla zona. Dove c’è stata la gelata le piante hanno patito. Sul piatto della bilancia la poca acqua ha permesso di fare un ottimo raccolto di uva».

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