Si è spento Mario Cassardo Fu sindaco della città. Martedì 12 marzo, ore 16, la cerimonia civile il piazza I maggio

Mario Cassardo durante una intervista in pro loco

CENTRO – Si svolgerà martedì 12 marzo, alle ore 16, in piazza I maggio, davanti al monumento alla pace, con una cerimonia semplice, l’ultimo saluto a Mario Cassardo, ex presidente della proloco, ex sindaco, ex presidente provinciale e regionale della Confesercenti, scomparso la settimana scorsa dopo una guerra contro un male incurabile. Decine le testimonianze che ricordano l’amico, il politico, il professionista, lo scrittore Cassardo.
«Amico carissimo e anche compagno di militanza politica per un certo periodo.
Ci conoscemmo e diventammo amici quando Lui aveva 14 anni – inizia a raccontare Amerigo Gardini, compagno di partito ed ex sindaco di TrofarelloGià a quell’età il Suo carisma risaltava; convinse i miei futuri suoceri a portarlo con la madre al palio di Siena del 14 agosto (forse del 1956).
Amici nonostante le divergenze: lui per Togliatti, la Juve e Bartali; Io per Prhudom, il Toro e Coppi.
Militante PCI e assiduo ai Festival dell’Unità oltre che bravo cuoco divenne anche il primo Sindaco comunista di Trofarello nel 1969.
Io lo seguii nel PCI all’epoca di Berlinguer e almeno in una cosa ci trovammo solidali. Venne a Pie

Amerigo Gardini

tra Ligure a visitare mia moglie, dove era ricoverata all’ospedale Santa Corona, e nell’occasione mi convinse a entrare come Capogruppo in Consiglio Comunale, (erano gli anni 1972/73).
Lo sostituii (come vice Sindaco nella Giunta Alessandro Tomeo) quando Mario Cassardo assunse la presidenza della Confesercenti. (Era il 1975). Dopo allora la Sua carriera politica e sociale non ebbe sosta: Consigliere Provinciale, Presidente factotum della Pro Loco e attivista a tutto campo per la Sua Trofarello.
Forse l’ultima Sua battaglia per l’Ospedale di zona al confine di Cambiano avrà fine quando non ci sarà più e sarà compito di proseguire la staffetta forse a Marco Cavaletto – conclude Gardini – Rimarrà in tanti di noi il Suo impegno, il suo sorriso e la sua cordialità».
E proprio a Marco Cavaletto affidiamo un altro ricordo di Cassardo.
«Chi ha conosciuto Mario Cassardo a Trofarello sa che ha avuto l’opportunità di vestire i panni del sindacalista, del politico, infine dell’ amministratore comunale e provinciale. Certamente lo ricordiamo tutti come sindaco negli anni 70 e come capogruppo nella formazione civica guidata dal sindaco Cortassa, ma la sua vera vocazione, manifestatasi negli anni della maturità, dove ha saputo esprimersi ai livelli più alti, è stata quella di dare voce agli imprenditori del settore commerciale, assolvendo, come altri prima di lui non sono stati capaci di fare, il ruolo di presidente della Confesercenti a livello torinese e poi anche livello piemontese – spiega Marco Cavaletto – Quella attività richiedeva una capacità all’ascolto delle istanze che provenivano dal mondo dei piccoli imprenditori, quasi sempre imprese famigliari i cui problemi non erano dissimili da quelli delle famiglie degli operai della grande fabbrica operaia.
Quegli anni, tra la fine degli anni 70 e i primi anni 90, lo hanno visto condurre e vincere battaglie importanti per le piccole imprese del settore. E ancora oggi nell’ambiente delle associazioni di impresa Mario Cassardo costituisce un esempio da cui partire.
Nei primi anni 2000 Cassardo aveva un bagaglio di esperienze e una vera e propria cultura sinda

Marco Cavaletto

cale nel settore del commercio che lo ha portato a scegliere la strada della consulenza di impresa; in questo ruolo ho avuto modo di conoscerlo meglio perché entrambi seduti, su fronti opposti io come responsabile della Direzione Commercio della Regione Piemonte, lui come consulente di impresa, al tavolo delle trattative tra Regione e imprese della grande e media distribuzione commerciale. Ed è in questo ruolo che Mario Cassardo eccelleva, non perché portatore delle istanze dei committenti, ma perché cercava di far prevalere comunque l’interesse pubblico; in fin dei conti se sei stato sindaco ed amministratore questo modo di pensare e ragionare non puoi più dimenticarlo.
Più volte la sua arguzia e la sua competenza sono state molto utili (e non solo agli imprenditori, ma anche alla Regione) nella definizione degli accordi per la concessione delle autorizzazioni che il mio ufficio doveva rilasciare ai grandi marchi, in forza delle leggi e delle norme regionali – continua Cavaletto – Mario Cassardo mi mancherà molto anche perché negli ultimi anni abbiamo combattuto fianco a fianco nella battaglia per ubicare il nuovo ospedale della ASL TO5 in ambiti territoriali più idonei di quello indicato dai comuni del territorio. In questo ruolo di responsabile dell’Osservatorio per l’ubicazione del nuovo ospedale egli si è speso parecchio intervenendo a decine di incontri organizzati nei vari comuni dell’ASL e ancora una volta cercando di far emergere il vero interesse pubblico, portando a ragionare amministratori regionali e comunali sui dati concreti di cui eravamo in possesso; egli rifuggiva sempre dal sostenere delle posizioni precostituite, ma cercava con l’ausilio dei dati e delle informazioni oggettive di far ragionare tutti i suoi interlocutori. Noi continueremo questa ed altre battaglie anche in suo nome, sapendo che lui sarà sempre al nostro fianco e, soprattutto, nelle nostre menti.
Mario Cassardo è stato anche scrittore. Due i romanzi storici realizzati: Il diavolo e la cioccolata del 2008 e L’albero degli scoiattoliLa seconda indagine del conte del Pianalto del 2011.
Cassardo ha anche scritto una sorta di vademecum negli anni 90 per orientare le imprese tra le centinaia di sigle utilizzate da istituzioni, imprese (in particolare del commercio) economisti consulenti nel campo commerciale» conclude Cavaletto. «Ci ha lasciati un uomo che ha percorso la sua vita con coerenza e per quanto mi dato conoscerlo ha rispettato e considerato il pensiero degli altri» commenta il sindaco Gian Franco Visca.
«Ci siamo conosciuti circa 60 anni fa, ne abbiamo condivise di cose, moltissimi sono i ricordi legati a lui che nessuno potrà mai cancellare – racconta Pino Discepolo, segretario del locale PdTra tutti, penso forse al più bello, il giorno nel quale è stato eletto sindaco di Trofarello; lui che “operaio come noi” veniva eletto dimostrandoci prepotentemente che i sogni si potevano realizzare.
Siamo

Pino Discepolo

invecchiati insieme, io dietro al bancone del mio negozio, ho sempre fatto il tifo per lui, credendo fermamente nelle sue capacità, ho festeggiato quando è diventato Presidente Regionale della Confesercenti. Mi ha reso più volte orgoglioso dei suoi tanti risultati».
Ad un altro sindaco, Adriana Cortassa, affidiamo un altro ricordo: «Ho conosciuto Mario soprattutto in occasione del mio secondo mandato di sindaco – commenta la Cortassa – È stato lui che mi ha chiesto di ricandidarmi, con una lettera che conservo ancora e che mi ha fatto

Adriana Cortassa

apprezzare in lui non solo la passione politica, ma anche e soprattutto l’umiltà di chiedere a me, nuova della politica, di ricoprire per la seconda volta un ruolo che lui aveva ricoperto in passato e di cui conosceva l’importanza. È stato poi il capogruppo della nostra coalizione vincente. Si è messo a nostra disposizione con la sua grande competenza e con la sua fervida capacità di ideazione nella progettazione e nella conduzione del paese. Ne ricordo con affetto poi la generosità nel darsi alla proloco, la sua passione per la cucina, che metteva attivamente a disposizione di tutti noi nel preparare piatti prelibati e nello spendersi per rendere più accoglienti i pranzi dell’associazione. Se n’è andato troppo presto, in silenzio. Trofarello perde un uomo ed un cittadino che al paese ha dato tanto. Ciao Mario, ti abbiamo voluto bene e tu ne hai voluto a noi».
Tra le ultime imprese di Cassardo proprio l’impegno nella Pro loco.
Stella Rossetto è stata vicepresidente ai tempi in cui lui era alla guida dell’associazione: «Mario Cassardo era una persona speciale, ma soprattutto un amico unico. Io e Mario ci siamo conosciuti

Stella Rossetto

tanti anni fa e da allora siamo diventati molto amici. Con la fiducia che mi ha sempre dimostrato mi affidò tutta l’organizzazione dei volontari e la gestione della cucina alla fiera dell’Amarena. Ha voluto che per ben due mandati fossi la vicepresidente. Vorrei sottolineare il grande garbo e l’affetto che Mario, in tutti questi anni, ha sempre dimostrato verso me ma anche verso tutti i volontari. Mario lascerà un vuoto incolmabile nel mio cuore proprio come Bruno Petroni e tanti amici che ormai non ci sono più. Mario però lascerà un grande vuoto in tutto il paese perché è sempre stato un cittadino attivo, presente e protagonista delle scelte che venivano prese. Con lui la Proloco è davvero diventata un punto di riferimento per la cittadinanza e rimarrà per sempre il nostro orgoglio. Sapevo che era malato e in questo periodo ho sentito la

Pina Rizzi

sua sofferenza e percepito che qualcosa non andava; qualche giorno fa ci siamo visti per l’ultima volta: eravamo tutti e due in silenzio, io cercavo di nascondere il dolore che avevo nel cuore mentre Mario mi vedeva e capiva come stavo. Ci siamo salutati come due amici ma soprattutto ci siamo ringraziati a vicenda per esserci impegnati per il paese ed essere sempre stati amici veri e sinceri».
Infine l’attuale presidente della Pro loco Giuseppina Rizzi: «Ringrazio Mario per la vicinanza e l’insegnamento che mi ha dato in questo anno in cui mi ha supportato nella nuova veste di presidente della pro loco. Mario è stato un maestro. Il suo insegnamento rimarrà per sempre nel nostro cuore».

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