Si festeggiano i 70 anni di sacerdozio del canonico Griva

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CENTRO - Un traguardo veramente considerevole. Un traguardo che non molti sacerdoti riescono a raggiungere. Sono i 70 anni di sacerdozio di don Giovanni Griva, ex parroco di Trofarello ed attuale cappellano della casa di riposo Trisoglio. Don Giovanni Griva è legato a doppio filo con Trofarello dove ha fatto il parroco per 21 anni, dal 1986  al 2007. Comprensibile quindi il legame della città con questo prete tutto d’un pezzo che dall’alto dei suoi 93 anni ancora celebra le messe, come cappellano della casa di riposo Trisoglio o sostituisce il parroco don Sergio Fedrigo in occasione di esercizi spirituali o ritiri. La comunità festeggerà i suoi 70 anni di Messa domenica prossima 23 ottobre alle ore 11 con una celebrazione solenne in Parrocchia. Ma chi è don Griva? Nato l’11 maggio 1923 è stato ordinato sacerdote il 29 giugno del 1946 dal vescovo della diocesi di Torino, cardinale Maurilio Fossati. Papà di don Griva è  Giovan  Battista  Griva, la mamma è  Anna  Chicco.Viene battezzato lo stesso giorno della nascita  da  don  Antonio  Serra,  nella  vecchia  chiesetta dell’Oratorio  dedicata  a  San  Luigi,  che  in  quegli  anni svolgeva il compito di chiesa  parrocchiale.  Nel  1930 riceve la Cresima, nella settimana di festeggiamenti per l’inaugurazione  della  nuova  chiesa  parrocchiale, con un numerosissimo  gruppo  di  ragazzi  (387)  e di  ragazze  (363).  La  mamma  Anna  aveva  tre  zii  canonici,  e  uno  di  questi, Lodovico, penitenziere presso il Duomo di Torino, aveva fondato la parrocchia di Vallongo grazie ad una consistente donazione.La  famiglia  di  don  Giovanni  e  l’intero  ambiente  in  cui  nasce hanno  in  sé  tracce  di  una  fede  profonda,  che  don  Giovanni  stesso descrive  come  la molla ispiratrice  della  sua  chiamata.  Tra  i  suoi  primi ricordi c’è l’immagine del nonno in camicia e cuffia da notte che si sveglia sereno la domenica mattina e lo porta a Messa per  fare  il  chierichetto.  “Nduma  a  Messa”. Era anche molto vispo il piccolo Giovannino con le sue monellate tra un fienile e l’altro nei giochi da bambino.
Da quelle alzate mattutine per la messa inizia  il  cammino  spirituale di  don  Giovanni, non privo di interrogativi e dubbi sulla sua vocazione, dissolti con la lettura attenta della parabola del giovane ricco che squarciò ogni dubbio su ciò che voleva fare da grande. Dopo l’ordinazione sacerdotale, il 29 giugno 1946, viene nominato prima cappellano dei Mutilatini di don Gnocchi, presso l’attuale Villa Gualino,  allora   “Colonia  3  gennaio”,  canonico  della  basilica  del Corpus  Domini. Da questo momento in poi inizia la sua opera assistenziale. Il  Cardinal  Fossati  gli  affida  infatti l’O.D.A.  (Opera  diocesana  assistenza). Contemporaneamente, nel   1979, viene messo a capo della parrocchia  di  san  Giuseppe  Benedetto  Cottolengo  in Torino dove resterà fino al 1986, quando viene assegnato a Trofarello, dove resterà fino al 2007. A parte la nomea di ristrutturatore di edifici sacri abbandonati come la Chiesa di Santa Croce e lo stesso Santuario di Madonna di Celle, don Griva si rivela un grande programmatore di attività assistenziali e con la Fondazione Agape, la Giovannea e l’Arciconfraternita dello Spirito Santo mette in piedi un colosso del terzo settore dedicato all’assistenza di anziani e disabili con un occhio languido verso il grande rimpianto della sua vita: la missione. Con la fondazione Tamburelli infatti costruisce pozzi, scuole, infermerie in  Mali. Un esempio di sacerdozio attivo che da prete di provincia lo ha portato a diventare testimone della cristianità nel mondo.

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