Lettere al Direttore – Fare domande implica attendere risposte

Egregio Direttore, le scriviamo per porre qui una riflessione, con lei e i cittadini che ci leggono, sull’utilizzo delle interrogazioni da parte del gruppo consigliare Noi Trofarello e di come vengano veicolate sul giornale. Vorremo precisare che le interrogazioni, per loro natura, richiedono una risposta, che però non sembra interessare. Ciò che importa, insomma, “è leggersi”. Molto autoreferenziale. Come mai? Le facciamo un esempio recente. L’ultima sul cimitero. Viene chiesto in maniera molto sospettosa il numero dei loculi già venduti e quanto si è incassato dalla vendita! Ma un consigliere comunale dovrebbe sapere che dati del genere sono assolutamente accessibili a tutti, soprattutto ai consiglieri comunali. Basta mettere l’indirizzo email giusto: piuttosto che quello del suo giornale l’indirizzo email dell’ufficio comunale di competenza. Addirittura, in conferenza di capogruppo si sono trovate modalità più veloci per ottenere le informazioni! (scemi noi!) Poi. La “denuncia” della mancanza di un cartello nel cantiere cimiteriale. Prima c’era, poi non c’è. Magia. Ma anche qui ci si dimentica di dirlo al Comune. Se fosse vera la mancanza, perché non farla presente agli uffici? In questo modo si poteva intervenire. Viviamo proprio nella società dell’apparire.

Gruppo Consiliare Insieme


La risposta del direttore

Gentilissimi. Non entro nel merito della notizia che è stata pubblicata la settimana scorsa sulla questione dei lavori al cimitero per cui risponderanno gli interessati se lo vorranno. Mi limito a rispondere che questo giornale, da sempre dà voce a tutti. A chi denuncia, a chi fa domande e a chi risponde. Nei tempi che mi vengono concessi. Io resto a disposizione di chiunque voglia parlare, raccontare, denunciare, restando al di fuori dei giochi di partito e di potere. E soprattutto senza censura. Quello che deve fare un umile cronista quale sono. Se mi inviano una interrogazione la pubblico. Se mi inviano un comunicato altrettanto. I giornali sono anche questo: entità che danno la voce agli invisibili. Lo so che a volte può dar fastidio ma è inevitabile. Ne va della fiducia che il lettore ci concede ogni settimana, leggendoci. Si chiama correttezza e costruisce autorevolezza.

Roberto D’Uva

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