Il gruppo di opposizione Noi Trofarello torna sull’assemblea dei sindaci per l’ospedale da costruire in zona

CENTRO – I consiglieri di Noi Trofarello tornano alla carica sulla questione dell’ospedale unico che la regione intenderebbe costruire in questa zona. «L’assemblea dei sindaci della ASL TO5, ovvero quella della zona a sud est di Torino, comprendente tra gli altri, Chieri, Carmagnola, Moncalieri, Nichelino, Trofarello, Santena, Cambiano e, via via, fino a Castelnuovo Don Bosco, si è riunita nei giorni scorsi per affrontare la questione della costruzione dell’ospedale. Abbiamo notizie derivate dalla lettura dei giornali perché il nostro sindaco non si è peritato di informare il Consiglio comunale, né i capigruppo del Consiglio sull’esito della riunione – commenta il consigliere Cavaletto – In questo incontro i sindaci hanno chiesto perentoriamente alla Regione Piemonte, rappresentata dall’assessore alla Sanità, Icardi, di voler decidere entro gennaio 2023 la localizzazione definitiva dell’ospedale.


Fino a questo momento, in buona sostanza, la Regione (sia quella a guida Chiamparino, sia questa a guida Cirio) hanno fatto discutere i sindaci sulla località ove doveva sorgere l’ospedale unico, facendo emergere squallide diatribe localistiche, senza mai giungere ad una indicazione condivisa.
In questo modo la decisione si è protratta anche perché, la Regione non lo dice ma è sufficiente vedere il bilancio dell’Ente, semplicemente non vi sono i soldi».
«Il denaro per la costruzione, dopo un periodo in cui si parlava di project financing (partecipazione anche di privati alla realizzazione dell’opera), adesso dovrà essere reperito presso l’INAIL, ovvero l’Istituto che prelevando il denaro dalle buste paga dei lavoratori, deve garantire l’indennizzo per infortuni subiti sul lavoro e realizzare opere destinate agli infortunati – integrano Maggio e Sandrone – Tra queste, deve realizzare diverse case di cura in molte parti d’Italia (almeno una decina ogni triennio), deve sovraintendere alla ristrutturazione delle sedi INAIL di alcune grandi città, deve provvedere a ristrutturare molte case per le cure termali. Insomma, non è detto che INAIL abbia disponibilità finanziaria per l’ospedale della ASL TO5. Senza contare che alle due emergenze (ASL To5 e l’ASL del Verbano Cusio Ossola) già note al Ministero della Sanità, la Regione Piemonte ha chiesto di aggiungere altri ospedali (Cuneo, Fossano, Novara, Ivrea…): tutto ciò non farà accelerare i tempi della realizzazione, probabilmente li allungherà».
«Ora, finalmente, i sindaci hanno compreso che ovunque la Regione decida di collocare l’ospedale, sulla base di valutazioni tecniche ineccepibili, andrà bene, purché lo faccia in fretta.
L’esigenza di avere un nuovo ospedale in grado di svolgere le funzioni della migliore qualità di servizi ospedalieri, unita alla esigenza di mantenere i DEA (servizi di pronto soccorso e di prima medicina d’urgenza) nei tre ospedali di Chieri, Carmagnola e Moncalieri, è ormai diventata una urgenza indifferibile – conclude Cavaletto – Non sappiamo come si sia espresso il nostro sindaco, ma speriamo che su questo punto concordi con la maggioranza dei sindaci della ASL TO5; la Regione decida in fretta, su una qualunque delle tre aree prese ultimamente in visione, purché lo faccia. Se poi l’area prescelta dovesse essere quella di Cambiano (ex autoparco militare) a 100 metri dal campo di motocross di Trofarello, noi non possiamo che essere contenti».

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