Il Comitato presenta il nuovo ospedale

Architetto Fabio Diena

CENTRO – Un investimento totale di 300 milioni di euro per realizzare l’ospedale unico e la fermata sotterranea della ferrovia Torino Rivarolo.
25 milioni per l’aspetto logistico ferroviario: eliminare due passaggi a livelli e creare la fermata ferroviaria sotterranea.
270 milioni di euro per realizzare l’ospedale, cifra che comprenderebbe anche l’acquisto dell’area, che graverebbe per il 5 per cento sull’intera somma necessaria.
Un centinaio di persone hanno partecipato all’evento iscrivendosi anche alla news letter per ricevere gli aggiornamenti sulla questione ospedale. L’architetto Fabio Diena, uno dei quattro professionisti che ha approntato il progetto di massima per il nuovo ospedale, ha evidenziato come questa localizzazione sia la migliore perché risponde a tutti i pre requisiti imposti dalla Regione, sottolineati anche da Cassardo: nessun terreno agricolo, una posizione baricentrica sia dal punto di vista geografico sia dal punto di vista demografico, oltre ad essere raggiungibile da tutti i comuni dell’ASL 5, nell’area da Nichelino a Castelnuovo don Bosco. 6,5 Km dal Santa Croce di Moncalieri, 8,5 Km dall’ospedale di Chieri, 15 Km da quello di Carmagnola, 8,5 Km dai confini con Nichelino. Previsto nel progetto anche l’abolizione di due passaggi a livello sulla Ferrovia GTT Chieri Trofarello Rivarolo, con lo spostamento del sedime ferroviario e la creazione di una fermata sotterranea all’interno della stessa area destinata all’ospedale.
L’area Ex Besenzoni e Ferraresi fu costruita negli anni ’70 inizialmente per la spedizione via ferrovia di grandi casse contenenti parti di auto e per lo stoccaggio di auto finite di marca FIAT prodotte negli stabilimenti dell’area torinese di Rivalta, Mirafiori e Chivasso. Dotata di un raccordo ferroviario collegato alla stazione di Cambiano/Santena consentiva la ricezione contemporanea di tre treni completi. Dalla fine degli anni ’80 sino al 1993 restò praticamente inutilizzato e nel 1994 fu acquistato dalla F.lli Elia SpA che, tramite la sua controllata Elia Centro Servizi SpA, procedette all’acquisizione di un ramo di attività di Fiat Auto riutilizzando a pieno l’impianto che venne nell’occasione ristrutturato e dotato di reti anti-grandine. Il ramo acquisito portò ad un’occupazione totale di circa 100 addetti ed era relativo alla preparazione delle auto per la consegna finale con deceratura, pulizia, targatura per l’utilizzo di grandi flotte. Attività che proseguì fino al 2003, quando Fiat Auto decise di riportare nuovamente all’interno l’attività di preparazione alla consegna. Dal 2004 non esiste più alcuna attività. In una prima valutazione si è riscontrato che l’area corrisponde alla media del baricentro geografico e della densità di popolazione definita dall’utenza diretta dell’ ASL TO5 – commenta Fabio Diena – L’area industriale in oggetto è situata sul confine dei comuni di Cambiano e Trofarello ed è ben collegata alla Tangenziale Sud di Torino e alla Strada Statale. Lo svincolo Vadò dista solo circa 3 km. Lo svincolo tangenziale di Santena a circa 2 km. Una superficie complessiva di circa 150 mila 439 metri quadri. L’immobile è attualmente caratterizzato da estese superfici pavimentate e da alcune costruzioni. L’area sotto l’aspetto urbanistico è destinata ad impianti produttivi compatibili con la Residenza, benché sia interessata da due piani regolatori diversi, può ospitare fino a 46 mila mq di superficie coperta ad attività industriali anche suddivisi in differenti lotti mediante l’approvazione di uno strumento urbanistico esecutivo. Di recente si sta valutando l’utilizzo a servizi che la norma ammette sempre tramite semplice variante urbanistica non strutturale. (Nella foto l’architetto Fabio Diena)

Roberto D’Uva

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