Turismo e cultura locale Che fare?

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CENTRO – Un approfondimento sulla realtà culturale della città. Alfredo Ferrero è animatore culturale diocesano ed anche accompagnatore di viaggi.  Oggi interviene sull’aspetto culturale della città, facendo leva sulle vicine elezioni. «Da settimane i candidati alle prossime elezioni amministrative presentano alla cittadinanza il programma di ciò che vorrebbero realizzare se eletti. Ho partecipato ad alcune di queste riunioni e devo dire che i propositi da realizzare, qualora fossero eletti, indipendentemente dalla lista di cui fanno parte, sono tutti condivisibili e auspicabili. Si parla di cultura, di servizi ai cittadini, di cambiare questo paese dormitorio. A questo punto mi pongo una domanda. I candidati consiglieri conoscono la storia di Trofarello? Sanno ad esempio che esistono monumenti storici che devono essere rivalutati e illustrati ai ragazzi delle scuole e non solo? – si chiede Ferrero – Perché non attivare tramite la regione Piemonte il programma Gran Tour che prevede itinerari dei luoghi della storia e della cultura e dell’arte della provincia di Torino che porterebbe sicuramente nella nostra città turisti che nell’arco di permanenza giornaliera potrebbero incrementare l’acquisto di prodotti tipici di Trofarello, offrendo un pacchetto turistico gastronomico che coinvolgerebbe anche i commercianti, le associazioni del territorio. Vorrei ricordare i principali siti storici della città: la chiesetta S. Giuseppe molto amata dei vecchi trofarellesi datata 1753 e consacrata il 16 dicembre dello stesso anno costruita con l’offerta dei trofarellesi e  restaurata dal 2006. Anno da cui viene riutilizzata per le funzioni religiose. A proposito corre voce che siano state interrotte le funzioni religiose e che la chiesa sia stata consegnata per l’utilizzo all’associazione presepi. Mi auguro che questo luogo non torni ad essere un luogo di deposito come prima del restauro. Deve essere garantita l’apertura per dar modo di osservare le opere d’arte in essa contenute. La chiesa parrocchiale consacrata l’8 maggio del 1935 con un organo di Carlo Vegezzi Bossi avente 113 canne e due tastiere, nonché una statua raffigurante la Madonna del Rosario dell’inizio del 1700, già appartenente alla vecchia chiesa risalente alla metà del 1300. Il castello Vagnone che risalirebbe al decimo secolo. Infatti già nel 1160 era signore di Trofarello un Guagnone poi diventato Vagnone – continua Ferrero – La chiesa della confraternita di Santa Croce del primo periodo del 1700. Nel 1754 veniva predisposto il progetto per la costruzione del campanile munito di orologio utilizzando il ricavato del gioco dell’archibugio. La chiesa venne restaurata con ripresa delle attività della confraternita del 1993 grazie al contributo della cittadinanza e l’interessamento e l’impegno di don Giovanni Griva parroco in quel periodo. Il santuario dedicato alla Concezione di Maria Vergine di Celle, sito che ha atmosfera e visuali immutate nel tempo. La leggenda narra che nel 1600 il contadino Bertone arando trovò una statua nera della Madonna che teneva in braccio un bambino. Statua che è stata trafugata nel 1985 e mai più ritrovata. Anche questa chiesa può essere visitata ed utilizzata grazie all’interessamento di Don Giovanni.  si potrebbe raggiungere inoltre altri monumenti storici quali la chiesa parrocchiale di Valle Sauglio dedicata a San Rocco e sempre a Valle Sauglio altre dedicate all’Addolorata, alla Consolata, alla Madonna del buon consiglio – conclude Ferrero – Mi auguro che i futuri amministratori non si limitino soltanto a migliorare la viabilità ed i marciapiedi, le aree bimbi e quelle per i  cani ma anche a valorizzare questi monumenti perché sapere è conoscere, conoscere è cultura, e la cultura migliora la vita di questa città e della sua comunità».

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